La dieta Mediterranea

Un patrimonio per la nostra salute
Le popolazioni del Mediterraneo in passato erano costituite in pre- valenza di contadini o (sulla costa) di pescatori che mangiavano i prodotti da loro coltivati (o il ricavato della pesca) e solo raramente piccole quantità di carne provenienti da animali allevati nei cortili. Queste abitudini, facilitate dalla presenza di condizioni climatiche e geografiche favorevoli all’agricoltura e alla pesca, determinarono la nascita di quella “dieta Mediterranea” che poi, nel Cilento degli anni ’50, Ancel Keys studiò approfonditamente, scoprendone tutti gli effetti benefici sulla salute: un modello non solo alimentare ma anche di vita, caratterizzato prima di tutto da un elevato livello di attività fisica, a partire da quella necessaria per la produzione del cibo stesso nei campi, e poi da frutta e verdura di stagione, cereali (spesso integrali) come cibo base, legumi, latte e formaggi, olio di oliva come condimento; come già detto, carne e pesce era- no consumati, ma non frequentemente, e le porzioni non erano mai troppo abbondanti. Gli effetti benefi   della dieta mediterra- nea sulla salute non dipendono da singoli cibi o loro componenti. In altre parole, non è un determinato cibo ad essere “buono” o “cattivo”, o a proteggere la salute, ma l’insieme delle abitudini alimentari, la combinazione dei cibi, la varietà della dieta e lo stile di vita. Un corretto stile di vita, infatti, comprende anche un buon livello di attività fisica, che non è solo quella che si fa nelle palestre. Camminare, correre, ballare, giocare è importante non solo per- ché è molto divertente e ci aiuta a sentirci bene, ma anche perché ci permette di mantenere la forma fisica.
Dagli anni ’50 in poi, sicuramente la nostra tavola si è impoverita di tanti prodotti che erano invece presenti tutti i giorni nella alimen- tazione dei nostri nonni, e inoltre abbiamo iniziato a muoverci di meno e a mangiare di più, soprattutto la carne. Ma non dobbiamo dimenticare le abitudini di quei tempi: consumare molta frutta e verdura, come facevano loro, è importante, non solo perché sono buone, ma anche perché possiamo mangiarne in abbondanza, mentre è bene diminuire i prodotti di origine animale.
In conclusione, è importante imparare ad identificare gli alimenti stagionali e del territorio, approfittare dell’enorme varietà presente in natura e variare alimenti e ricette. In questo modo sarà possibile diventare consapevoli delle proprie scelte sul tema tanto importan- te dell’alimentazione. Questo è il modo migliore per mantenerci
 
in forma, ricordare le nostre tradizioni culturali e gastronomiche e ritrovare il piacere di dire realmente “Buon appetito”.

...e adesso via al gioco!!!!
Riscopriamo il gusto degli antichi sapori
A casa intervistate una persona anziana chiedendo:
•    quale frutta e verdura mangiava da bambino e, se aveva un orto, quale frutta e verdura coltivava
•    come si preparavano e perché si usavano proprio quei tipi di alimenti.
In classe:
•    riportate quello che a casa vi hanno riferito, confrontando i vostri racconti con quelli dei compagni.
•    indicate quali tipi di frutta e verdura si coltivano, si preparano e si mangiano al giorno d’oggi dove vivete
•    rappresentate tutto su un solo cartellone, evidenziando le dif- ferenze tra “passato” e “presente”.

 
L’ elaborato (cartellone del passato e del presente) dovrà essere fotografato (formato .jpg) o  scannerizzato  (formato  .jpg  o  .pdf) ed inviato all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., aggiun- gendo nell’oggetto dell’email il codice meccanografico del plesso, non dell’Istituto Comprensivo, senza modificare in alcun modo la restante parte dell’oggetto.

Il criterio che sarà usato nella valutazione della scheda terrà conto di:
•    ricchezza di dettagli nella descrizione del “passato” e del “pre- sente”
•    originalità nella rappresentazione dei due periodi

Risultati Attività

Queste le graduatorie per macroregione sulla base delle quantità di frutta e verdura consumate, per un totale di 483 classi e 9308 alunni che, suddivisi nelle 4 macroregioni, si sono classificati: